Isaia, tra i maggiori profeti biblici con Daniele, Ezechiele e Geremia, di regola minaccia fuoco, fiamme ed eterna perdizione per coloro che non si attengono ai divini precetti. Il suo è sempre un volto severo, corrucciato. All’improvviso sorprende con un paio di versetti di speranza. “Shomér ma mi-llailah?”, “Sentinella, a che punto stiamo della notte?”. La sentinella risponde: “La notte sta per finire, ma l’alba non è ancora giunta. Tornate, domandate, insistete!”.
Dunque, ciò che importa è non stancarsi di porre (e porsi) domande; ciò che realmente conta è coltivare curiosità. Impegno e ricerca: i due “grimaldelli”.
Quello che accade nel mondo e attorno a noi lo vediamo bene: negli Stati Uniti e in Israele sempre più si e ci tradiscono; ci sono anticorpi a Trump e Netanyahu, ma ancora appaiono deboli, confusi, inadeguati. In Ucraina, in Iran (quanto pochi dicono di essere e “sentirsi” ucraini e iraniani); un po’ ovunque, in Asia, Africa, nelle Americhe del centro e del sud…Nella stessa Europa, preda di pulsioni e tentazioni che si credevano vinte e invece non sono mai davvero morte.
La domanda, cruciale, per tutti e ciascuno: che fare?
Risposte possibili vengono da due giganti del pensiero e del “fare” politico: Altiero Spinelli e Marco Pannella. Facciamo tesoro di questi loro “semi”; possono germogliare, fruttificare. Che consenta alla sentinella di dirci che è giunta l’alba.
È il novembre del 1995. Nel corso del 31° congresso del Partito Radicale a Firenze, prende la parola:
“…Il fatto è che non c’è oggi più alcun grande problema concernente l’economia, la moneta, il collegamento sociale del nostro sviluppo con quello dei paesi poveri del mondo, la difesa, l’ecologia, lo sviluppo scientifico e tecnologico, l’universalità della cultura, non c’è, dico, grande problema che possa essere ancora affrontato seriamente con criteri e con strumenti nazionali… L’azione per la federazione europea è un’azione cui partecipano forze di tutte le famiglie politiche europee, ma è radicata culturalmente, nel modo di pensare radicale. E non è un caso che quello che forse è il più importante dei vostri maestri, cioè Ernesto Rossi sia stato anche uno dei fondatori del Movimento Federalista Europeo. Sappiate dunque assumere questa azione portando in essa il vostro fervore ed anche il vostro grano di follia”.
Cinque anni prima, il 6 novembre del 1990 Marco Pannella pubblica sull’autorevole quotidiano cecoslovacco “Mlada Fronta Dnes” un lungo articolo,
“Il costo della non Europa”. Ne riproponiamo due brani significativi e attualissimi:
“Il costo della non-Europa politica e democratica è insopportabile e tragico. Il suo mancare come alternativa immediata, già formalmente costituita ed operante, rischia di gettare l’Europa centrale e orientale liberatasi dal giogo comunista nel caos e nel disastro economico, produttivo, sociale, costringendola ad una sorta di ‘restaurazione’ nazional-democratica di un passato che fu concausa dell’avvento delle dittature fasciste e comuniste. L’unità “economica”, “culturale”, infatti, se non organizzata da uno Stato di diritto, istituzionalmente democratico e plurinazionale, fondato sui diritti umani, civili, politici della persona, uguali per tutti, in ogni paese e in ogni latitudine, saranno pura parvenza. Saremo tutti in mano dei complessi militare-industriale, agro-industriale e alimentare, ademocratici e incapaci di assicurare nel mondo un qualsiasi ordine degno di tale nome, che per decenni hanno puntato sulla stabilizzazione delle dittature comuniste e dell’impero sovietico e sulla destabilizzazione del mondo, in primo luogo delle aree non europee e non ‘occidentali’, armando freneticamente i dittatori di gran parte del pianeta…”.
“…Oggi il confronto non è più fra europeisti e antieuropeisti confessi. Il confronto di oggi è fra generici ‘europeisti’, enfatizzati sentimenti opinabili e astrazioni reversibili, che sembrano presentarci l’“Europa” come ‘destino’, una sorta di Corpo Mistico o di Comunione dei Santi, una ‘cultura’, ben attenta a conservare il massimo di prerogative, privilegi, potere e sottopoteri tradizionali, diseguaglianze e ingiustizie, democrazie ‘protette’ e ‘storicamente’ realiste, da una parte; e dall’altra, chi vuole costruire laicamente, precisamente, federalismo europeo, democrazia intransigente, società e Stato di diritto”.






